Rilevato il 01/08/2014
Blog per la rivalutazione del Centro Storico di Treviso. Nel caso in cui il materiale pubblicato dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per l'immediata rimozione.- Treviso Sos 30 novembre 2009 -
giovedì 31 luglio 2014
venerdì 25 luglio 2014
Comunicazione - Dimissioni
Con la presente intendo formalizzare le mie dimissioni
dall'associazione “Rivivere Treviso”.
Non condividendo la politica, a mio avviso, troppo accondiscendente dell'associazione riguardo al tema della chiusura del Centro Storico, mi vedo costretto a ritirare la mia adesione, oltre che dal direttivo, come ho fatto in passato, anche dall'associazione stessa.
Non condividendo la politica, a mio avviso, troppo accondiscendente dell'associazione riguardo al tema della chiusura del Centro Storico, mi vedo costretto a ritirare la mia adesione, oltre che dal direttivo, come ho fatto in passato, anche dall'associazione stessa.
Ricordo ai commercianti del centro
storico che oggi
Venerdì
25 luglio 2014
presso
il “Palazzo dei Trecento” alle ore 14.00
si terrà il
CONSIGLIO
COMUNALE
RELATIVO
AL TEMA DELLA
PEDONALIZZAZIONE
Ritengo
indispensabile la presenza dei commercianti del Centro Storico
al fine di far
sentire la nostra voce attraverso le istanze dei consiglieri.
Antonio Bottegal
Treviso Sos
mercoledì 23 luglio 2014
Errata corrige
Specifichiamo che l'email inviata ai commercianti del Centro Storico rappresenta un'iniziativa di "Treviso Sos" e non di "Rivivere Treviso"
Treviso Sos - Chiusura del Centro Storico
I commercianti del Centro Storico sono maturi al
cambiamento, ma sono altresì convinti che, vista la delicatezza del
problema, sia necessario un confronto più specifico ed
approfondito.
A nostro avviso una chiusura immediata del Centro Storico potrebbe danneggiare irrimediabilmente il tessuto commerciale cittadino.
Diversamente, una chiusura graduale, integrata con servizi, infrastrutture e relative coperture finanziarie, potrebbe costituire un reale rilancio della città.
Chiediamo pertanto di risolvere le seguenti criticità, a nostro avviso, determinanti per la buona riuscita del progetto, ed in particolare:
Ricordiamo che per rivitalizzare il C.S. è indispensabile un motivo per voler entrare a Treviso e per far questo, è necessario un piano culturale/turistico che copra l'intero arco dell'anno.
A nostro avviso una chiusura immediata del Centro Storico potrebbe danneggiare irrimediabilmente il tessuto commerciale cittadino.
Diversamente, una chiusura graduale, integrata con servizi, infrastrutture e relative coperture finanziarie, potrebbe costituire un reale rilancio della città.
Chiediamo pertanto di risolvere le seguenti criticità, a nostro avviso, determinanti per la buona riuscita del progetto, ed in particolare:
- Mancanza di adeguati trasporti di collegamento tra Centro Storico, attuali parcheggi scambiatori e hinterland (Navette ecologiche). Gli orari vanno ampliati anche alle ore serali.
- Chiusura delle vie solo a fronte di effettiva disponibilità finanziaria per la riqualificazione delle zone interessate.
- Mancanza di un'adeguata promozione turistica con concreti investimenti d'immagine all'estero per poter catturare l'utenza alla fonte, intercettazione del traffico aeroportuale del Canova (18/24.000 voli/anno).
- NO ai varchi elettronici in quanto costituiscono un reale deterrente per i visitatori che non conoscono la città.
- Costi dei parcheggi troppo alti.
- L'idea di città aperta ed accessibile deve essere data da tutti, anche dalle istituzioni con comunicati stampa chiari.
Ricordiamo che per rivitalizzare il C.S. è indispensabile un motivo per voler entrare a Treviso e per far questo, è necessario un piano culturale/turistico che copra l'intero arco dell'anno.
CHIEDIAMO
Di procedere con
ulteriori confronti relativamente alla chiusura del Centro Storico,
prima di ogni altra iniziativa,
in modo da poter risolvere quanto evidenziato.
martedì 22 luglio 2014
TRE IN UNO
(22 luglio 2014)
SE QUESTA E' LA RIQUALIFICAZIONE DELLE PIAZZE CHE INTENDE QUEST'AMMINISTRAZIONE LA PEDONALIZZAZIONE SARA' SOLO UNA CATASTROFE.
SE QUESTA E' LA RIQUALIFICAZIONE DELLE PIAZZE CHE INTENDE QUEST'AMMINISTRAZIONE LA PEDONALIZZAZIONE SARA' SOLO UNA CATASTROFE.
martedì 8 luglio 2014
venerdì 27 giugno 2014
I negozi muoiono Ascom dà l’allarme «Più gente in città»
Il Tirreno di Lucca: "I negozi muoiono Ascom dà l’allarme «Più gente in città»" 21 novembre 2013
Martini: il centro si rivitalizza riportandoci i lucchesi Chieste facilitazioni per la sosta e nuove regole per i varchi
LUCCA. Fondi commerciali vuoti in serie in più zone del centro - non solo Chiasso Barletti, ma anche l’inizio di via San Paolino, tanto per fare un esempio -, vetrine che danno il senso della smobilitazione e della prossima chiusura, negozi che pur di smaltire le cospicue rimanenze provano anche a piazzarle su portali di saldi in internet. Un momento morto per il commercio; tanti esercizi, bar compresi, sono in ferie.
È gelido il vento che soffia sul centro storico e non solo. Gli effetti della crisi si sentono oggi più che mai. E più che mai preoccupano. Come sottolinea anche Confcommercio, attraverso Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico dell’associazione.
I negozi alzano bandiera bianca. «Sono addolorato e fortemente preoccupato - dice Martini - per tutti i colleghi costretti ad alzare bandiera bianca. La crisi e i suoi effetti sono argomenti su cui la nostra commissione lancia da anni grida di allarme. La crisi generale sta producendo risultati devastanti e occorre porre un freno con provvedimenti mirati sul territorio. I negozi, alcuni dei quali storici, chiudono o si trasferiscono; altri presto faranno altrettanto, con perdite gravissime anche in termini di posti di lavoro».
Ricette anticrisi. Martini rilancia le sue proposte per un’inversione di rotta nell’immediato. «Le nostre ricette per il centro storico sono note - espone -. I punti principali: rimodulazione del funzionamento dei varchi telematici; ripristino di una migliore accessibilità alla città soprattutto in inverno, agevolazioni per l’utilizzo dei parcheggi e creazione di nuovi stalli, in primo luogo un parcheggio da mille posti nella ex Manifattura; recupero delle corse tagliate delle navette. «Queste le ricette per l’immediato; è chiaro poi che serva una progettualità di più ampio respiro per il medio lungo periodo, sia sul piano della calendarizzazione degli eventi, prevedendo manifestazioni di richiamo anche per la cosiddetta bassa stagione, sia sul piano infrastrutturale. Argomento, quest’ultimo, che vede la nostra commissione da tempo al lavoro sui progetti del Piuss, autentico e fondamentale snodo per l’accesso e a servizio della Lucca del futuro».
Il ritorno dei lucchesi. «Il punto centrale per il periodo invernale – insiste Martini – è la necessità di riavvicinare i lucchesi al centro storico: il turismo è una risorsa straordinaria e imprescindibile, ma non si può perdere di vista chi, della città, è da sempre il fruitore. Per questo chiediamo per l’ennesima volta che si agisca per riportare in città uffici pubblici dirottati fuori dal centro. L’esempio più recente è l’Agenzia delle Entrate. Un’operazione del genere garantirebbe vitalità al commercio del centro storico tutto l’anno, anche la mattina: specialmente d’inverno o con la pioggia oggi si registrano scenari desolanti, con i negozi deserti».
Uno sponsor per il Natale. In questi giorni Confcommercio è impegnata nella raccolta di adesioni per l’illuminazione natalizia. Operazione anche questa non facile visti i tempi di magra. Per alcune piazze, annuncia Confcommercio, ci sarà l’appoggio di uno sponsor il cui nome verrà rivelato nei prossimi giorni.
Sosta gratis dopo le 18,30. Passate le festività, il primo punto nell’agenda di Confcommercio sarà l’ufficializzazione della richiesta di ripristinare, come i due inverni passati, la sosta gratis negli stalli blu del centro dalle 18,30 fra gennaio e Pasqua. Un’altro provvedimento per facilitare il ritorno dei lucchesi nel centro storico.
Tratto dal sito:"http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2013/11/21/news/i-negozi-muoiono-ascom-da-l-allarme-piu-gente-in-citta-1.8156322
martedì 24 giugno 2014
Entrare in Centro Storico - Manule d'uso
Un piccolo estratto lo potete trovare qui:
https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.comune.treviso.it%2Fscambio%2Fprogramma_pedonalizzazione_per_conferenza_stampa.pdf&h=1AQHMdIfk&s=1
sabato 31 maggio 2014
giovedì 24 aprile 2014
Pronti Partenza Via: TREVISO
In
questa puntata di "Pronti Partenza ...Via", rubrica
turistica-culturale, viene presentata TREVISO, città veneta
capoluogo della Marca, territorio ricco e operoso, nonché capitale
della gastronomia veneta.
Se le donne di Calmaggiore, la principale via della città, facevano innamorare gli uomini di mezza Europa, la città paragonata alla donna-dea Venere sembra nascere dall'acqua. Il centro storico è circondato da mura cinquecentesche e da canali. Il principale fiume è il tranquillo Sile che riceve le acque del Botteniga, il quale passando sotto le mura di divide nel canale dei Buranelli, nel Cagnan e nel Siletto.
Le caratteristiche vie del centro, con le case, spesso porticate, raccontano la storia della città, chiamata un tempo "Urbs picta", la città dipinta. Usanza era quella di affrescare le case, a volte con semplici motivi che rievocavano la tessitura dei mattoni, per nobilitarne l'aspetto e celare i materiali poveri con cui erano costruite.
Inoltre Treviso è famosa per aver ricevuto l'appellativo di "Marca gioiosa et amorosa" per il piacere di vivere dei suoi abitanti, il principale simbolo di questa abbondanza è la Fontana delle Tette che elargiva dai seni vino bianco e rosso.
Indubbiamente la città è stata un importante tassello del dominio veneziano, numerosi sono anche gli edifici medioevali, dalle chiese (San Francesco, San Nicolò, Santa Lucia), ai palazzi (Palazzo dei Trecento, Palazzo della Prefettura, Loggia dei Cavalieri).
Da non dimenticare i musei e i teatri cittadini (restaurati recentemente grazie all'interessamento della fondazione Cassamarca): l'ottocentesco Teatro Comunale e il Teatro Eden in stile liberty.
Una realizzazione di Fabrizio Vaghi e Paolo Vaghi
Testi, grafica, montaggio e regia di Fabrizio Vaghi
Una produzione Vaghi per il mondo
Puntata condotta da Fabrizio Vaghi e Laura D'Angiolella,
con la partecipazione di Luciano Franchin (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Treviso) e Gianfranco Gagliardi (Amministratore Unico della Teatri e Umanesimo Latino, società strumentale della Fondazione Cassamarca).
Si ringrazia inoltre l'Ufficio Diocesano di arte sacra e beni culturali della Curia Vescovile di Treviso per l'autorizzazione alle immagini dei beni di loro proprietà e il settore Cultura e Turismo del Comune per la collaborazione.
Tutti i diritti riservati, Vaghi per il mondo, 2014
Se le donne di Calmaggiore, la principale via della città, facevano innamorare gli uomini di mezza Europa, la città paragonata alla donna-dea Venere sembra nascere dall'acqua. Il centro storico è circondato da mura cinquecentesche e da canali. Il principale fiume è il tranquillo Sile che riceve le acque del Botteniga, il quale passando sotto le mura di divide nel canale dei Buranelli, nel Cagnan e nel Siletto.
Le caratteristiche vie del centro, con le case, spesso porticate, raccontano la storia della città, chiamata un tempo "Urbs picta", la città dipinta. Usanza era quella di affrescare le case, a volte con semplici motivi che rievocavano la tessitura dei mattoni, per nobilitarne l'aspetto e celare i materiali poveri con cui erano costruite.
Inoltre Treviso è famosa per aver ricevuto l'appellativo di "Marca gioiosa et amorosa" per il piacere di vivere dei suoi abitanti, il principale simbolo di questa abbondanza è la Fontana delle Tette che elargiva dai seni vino bianco e rosso.
Indubbiamente la città è stata un importante tassello del dominio veneziano, numerosi sono anche gli edifici medioevali, dalle chiese (San Francesco, San Nicolò, Santa Lucia), ai palazzi (Palazzo dei Trecento, Palazzo della Prefettura, Loggia dei Cavalieri).
Da non dimenticare i musei e i teatri cittadini (restaurati recentemente grazie all'interessamento della fondazione Cassamarca): l'ottocentesco Teatro Comunale e il Teatro Eden in stile liberty.
Una realizzazione di Fabrizio Vaghi e Paolo Vaghi
Testi, grafica, montaggio e regia di Fabrizio Vaghi
Una produzione Vaghi per il mondo
Puntata condotta da Fabrizio Vaghi e Laura D'Angiolella,
con la partecipazione di Luciano Franchin (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Treviso) e Gianfranco Gagliardi (Amministratore Unico della Teatri e Umanesimo Latino, società strumentale della Fondazione Cassamarca).
Si ringrazia inoltre l'Ufficio Diocesano di arte sacra e beni culturali della Curia Vescovile di Treviso per l'autorizzazione alle immagini dei beni di loro proprietà e il settore Cultura e Turismo del Comune per la collaborazione.
Tutti i diritti riservati, Vaghi per il mondo, 2014
giovedì 10 aprile 2014
Promozione turistica - Città di KLAGENFURT
http://brochures.austria.info/it_IT/brochures/show/316-A-passeggio-per-il-centro-storico
martedì 21 gennaio 2014
Lotta all'inquinamento ?
(Tratto da: http://www.infomotori.com/auto/2005/01/18/ambiente-e-sicurezza-targhe-alterne/?refresh_cens#testo)
“.....è che l’aumento delle polveri sottili è solo minimamente legato al traffico veicolare privato: siamo su percentuali del 10-15%, nulla se paragonato alla mobilità pesante (camion e bus) e – soprattutto – ai riscaldamenti. Il terzo risultato inatteso è che i provvedimenti anti-inquinamento presi finora – dalle targhe alterne alle attuali aree a traffico limitato – non hanno ridotto nemmeno di una virgola le emissioni: anzi,
nel caso della riduzione dei limiti di velocità e dei parcheggi disponibili, le hanno addirittura peggiorate (le auto consumano meno a 80-100 km/h e ovviamente più si deve girare per trovare un luogo di sosta più si inquina).
Tratto da:
http://www.lintraprendente.it/2013/08/larea-c-e-una-boiata-pazzesca-ecco-le-prove/
giovedì 16 gennaio 2014
sabato 11 gennaio 2014
Se ancora insistiamo a demonizzare il diesel Euro 3 facciamo solo il gioco dell’industria
Tratto da: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=114775
Quindi i diesel Euro 3 sarebbero finiti nel mirino degli ambientalisti e delle amministrazioni in Italia e in Europa – si veda la Germania, per esempio -senza motivo?
Se ancora insistiamo a demonizzare il diesel Euro 3 facciamo solo il gioco dell’industria: il diesel euro 3 è un diesel elettronico, pulitissimo. Eppure a Milano è stato vietato ed è una follia dal punto di vista economico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità però non la pensa così, e sono stati proprio i suoi studi sulla cancerogenicità dei diesel Euro 3 a dare una spinta alle limitazioni della circolazione.
No, questo non è vero. Parliamo di cosa c’è in quello studio, che venne distribuito a Lione il 12 giugno scorso. I diesel utilizzati per quell’esperimento, erano motori diesel di compressori americani usati nelle miniere fino al 1988, alimentati con gasolio ricchissimo di zolfo, non elettronici, non common rail. E infatti questo studio che ora viene tanto citato è stato iniziato nell’88 prendendo in esame 12.000 minatori che avevano smesso di lavorare in miniera ed esaminandoli fino a quest’anno, quindi per 24 anni, per vedere quanti di loro avessero contratto un tumore. Bene, di questi 12.527 hanno contratto un tumore 700 persone. La proporzione nella popolazione normale è di circa 500 casi invece di 700. Non una gran differenza, e inoltre di questi 700, 200 sono ancora vivi. Ci si sarebbe aspettato che fossero ben di più i malati. Ciò che non si dice in quello studio è che qualunque combustione, anche di un motore a benzina, è estremamente cancerogena se respirata in una miniera, in quelle condizioni. Lo stesso esperimento condotto su qualunque camino, o bruciatore di un combustibile fossile, in quelle condizioni avrebbe dato un risultato ben peggiore. Qualunque combustione è cancerogena, e il diesel non è affatto la più dannosa, anzi. E’ il contrario. Purtroppo lo studio ha mandato in tilt chi ha appreso la notizia senza avere a disposizione tutti i dati. Si può manipolare tutto.
Secondo lei l’OMS e l’UE avevano interesse a farlo, per far girare l’industria dell’auto?
Decisamente. L’OMS, ma anche Bruxelles, dove ci sono la Bosch, la Siemens, che detengono il monopolio su tutti quei piccoli componenti elettronici che oggi sono determinanti nelle auto. E infatti non è un caso che queste grandi aziende abbiano operatori che lavorano in Commissione Europea alla scrittura delle nuove norme, che infatti sono sempre in armonia con le ultime possibilità dell’industria. Io ho lavorato tanto nel settore auto ma sono il primo critico di questa industria, che spende così tanto per ottenere miglioramenti che servono solo alla pubblicità. La CO2 che viene dichiarata adesso dalle auto nuove ha dei costi giganteschi per i consumatori e non serve nulla per l’ambiente. I cicli di misura degli inquinanti sono ridicoli dal punto di vista tecnico. Servono solo a far vendere più automobili. Oggi l’ibrido è una truffa dal punto di vista dei consumi. Le case automobilistiche vogliono che venga prodotto l’ibrido per far credere ai politici che la CO2 si sia dimezzata. Ma si è dimezzata solo nel ciclo di prova, mentre su strada è rimasta perfettamente identica. Però dichiarando che la CO2 è stata dimezzata riescono ad ottenere dai politici che si paghino degli incentivi a chi compra quella macchina e che si lasci a piedi chi aveva una macchina precedente e soprattutto si continui a rinnovare un parco che è già modernissimo. Bisogna stare molto attenti. In Italia è dall’87 che diamo incentivi all’industria dell’auto dicendo che il parco mezzi è il più obsoleto ed inquinante, quando invece è il più giovane e moderno d’Europa! Abbiamo pulito le automobili talmente tanto che pensare di ridurne ancora l’inquinamento dopo l’Euro 4 è uno spreco inutile e inutilmente costoso. Bisogna disinquinare in altro modo.
Come?
Intervenendo sulle caldaie, per esempio. A Milano ci sono 800 condomini (di proprietà del Comune!) che vanno a carbone. Lo stesso comune che blocca le Euro 3 in centro poi permette che ci siano 800 condomini ancora riscaldati a carbone!
venerdì 10 gennaio 2014
Continuano i proclami catastrofici del Vice Sindaco Grigoletto.
E' questo che noi chiamiamo " Terrorismo mediatico"
Non capiamo perché, parlando d'inquinamento, non si parli anche degli sforamenti dell'Aeroporto.
(dai 16,200 ai 20.000 voli anno pari a più di 9.000.000 di auto Euro 0 (zero).
Non capiamo perché, parlando d'inquinamento, non si parli anche degli sforamenti dell'Aeroporto.
(dai 16,200 ai 20.000 voli anno pari a più di 9.000.000 di auto Euro 0 (zero).
Iscriviti a:
Post (Atom)










